Il progetto

Tecnico,funzionale, estetico: 3 modi di progettare

Ricordo ancora la mia prima lezione alla facoltà di Architettura, ben 21 anni fa.

Il professore ci chiese che cosa fosse per noi l’architettura. E da quel giorno nacquero le prime confusioni: è arte, tecnica/scienza, funzionalità?

A distanza di anni da quel momento, e con 12 anni alle spalle di attività come architetto libero professionista mi sono data una mia personale risposta.

Credo che ci sia un legame sottile che unisce il foglio bianco e il progettista.

Non è solo una questione di creatività, ma di valori.

I migliori progetti nascono quando il foglio bianco e il progettista trasmettono coerenza e autenticità.

Sono sicura che quando guardate il progetto di un famoso architetto internazionale, non potete fare a meno di notare il suo stile, la personalità che emerge dai suoi edifici.

L’architettura ha la capace di sorprendere per la sua bellezza tanto da essere considerata arte.

Ma siamo sicuri che lo stile, l’arte da soli facciano un’architettura?

A mio parere, un progetto per rimanere nel cuore di chi lo osserva deve far emergere il contenuto che lo sostiene, un po' come fosse un tempio: le fondazioni sono la tecnica, la funzione sono i pilastri, il timpano è lo stile

Pensate al “Teatro dell’Opera di Sydney” di Jørn Utzon e confrontatelo con la “Notte Stellata” di Van Gogh cosa li differenzia? La funzionalità.

L’edificio deve rispondere a una funzione definita dalla destinazione d’uso per cui è costruito.

Ogni edificio è progettato per rispondere al bisogno estetico e funzionale. Per riuscirci è necessaria la tecnica costruttiva,  la conoscenza dei materiali, i calcoli strutturali che permettono la sua solidità statica.

Come affermava Pier Luigi Nervi:

“La più geniale fantasia progettistica è impotente se non si accorda con le esigenze della tecnica, della statica, dell’economia, della funzionalità o se viene menomata dalla insufficienza esecutiva, o annullata dalla incomprensione del committente.”   

E Pier Luigi Nervi così ha fatto. Ha basato la sua opera sul dialogo tra tecnica, funzione ed estetica attraverso un suo metodo progettuale, convinto che architettura e ingegneria dovessero andare in parallelo.

Io amo l’architettura, proprio per questo, unisce tre realtà - arte tecnica e scienza -, nell’immaginario comune così distinguibili, ma architettonicamente così indistinguibili.

L’architettura, mi da la possibilità di sviluppare la creatività dandogli un’organizzazione funzionale.

 

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CHI SONO

Manuela Carpaneto Architetto

 

Sono Manuela, Architetto e Professional Organizer

ti aiuto a disegnare te stesso, attraverso lo spazio e lo stile di vita con cui lo progetti.

Con il mio lavoro ti sostengo nell'affrontare i cambiamenti: progetto, organizzo, semplifico.

Ti aiuto a sconfiggere la confusione invece di crearne nuov, curo ogni minimo dettaglio.

Condivido non solo competenze teoriche, ma tutto ciò che ha migliorato concretamente la mia vita.

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