La ristrutturazione

Ristrutturare eco – friendly

ristrutturare eco friendly

Perché a molte persone, me compresa, piace tanto viaggiare?

L’adrenalina di scoprire nuove culture, nuove tradizioni radicate nella storia e la sete di conoscere terre lontane.

Tutto vero, ma se al centro della nostra sete di viaggiare ci fosse l’antica ricerca del benessere?

La sua ricerca ha radici molto antiche, e negli ultimi anni, è entrata di prepotenza nel mondo dell'edilizia.

Le costruzioni non sono più viste come spazi fisici con il solo scopo di darci un tetto sulla testa; la progettazione è tornata a porre al centro l’uomo, con l’obiettivo di costruire ambienti vivibili e salubri, aumentando la percezione di benessere nei luoghi dell’abitare.

Ci penso, ma mi viene difficile comprendere come questo concetto non facesse più parte di una buona progettazione.

Credo che la colpa si possa in parte attribuire alla Rivoluzione Industriale, con il picco massimo nei decenni dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando alla qualità, si è sostituita la quantità costruttiva.

Risultato? Abitazioni non salubri, con una scarsa percezione di benessere fisico al loro interno.

Costruzioni capaci di rubare molta energia, senza nessun tipo di isolamento termico, con impianti tecnologici mal dimensionati, spesso in eccesso, che non hanno portato i risultati sperati, perché realizzati su involucri privi di isolamento e costruiti con materiali spesso di qualità bassa o dannosi per la salute come l’amianto, ancora diffuso nelle nostre case, anche se non lo vediamo,  perché nascosto nei tetti, braghe, piastrelle, rivestimenti, soffitti.

Oggi come professionisti possiamo migliorare il nostro modo di progettare grazie alla bioedilizia.

Mi piace affermare, forse con un po' di azzardo, che la bioedilizia segue il motto per antonomasia della filosofia della Gelstalt: “Il tutto è più della somma delle singole parti”, grazie al suo “sguardo” abbraccia a 360° l’intera costruzione.

La maggior parte degli interventi edilizi con cui ci confrontiamo come tecnici, sono ristrutturazioni o risanamenti di immobili esistenti, si costruisce ex novo molto poco; quindi sono fermamente convinta che questa sia un ottimo segnale verso una progettazione più consapevole e sostenibile.

Quindi perché non applicare i principi della bioedilizia durante i lavori di ristrutturazione anche di un semplice appartamento costruito negli anni d’oro della bassa qualità edilizia?

Certo non è semplice, ha costi più elevati rispetto a una progettazione/ristrutturazione standard, ma ha risultati superiori nel lungo periodo.

In una corretta progettazione/ristrutturazione che abbia un occhio di riguardo all’ambiente e al benessere è essenziale considerare attentamente almeno 7 principi:

  1. Distribuzione interna: a Sud gli ambienti che utilizzi maggiormente di giorno e a Nord quelli di servizio o notturni.
  2. Isolamento termico: in condominio è possibile isolare internamente il singolo appartamento con ridotta perdita di spazio calpestabile (pochi centimetri).
  3. Infissi: preferibilmente in legno-alluminio a taglio termico vetrocamera a triplo vetro, con trattamento basso emissivo su entrambe le camere d’aria.
  4. VMC: ventilazione meccanica controllata per prevenire l’effetto “sacchetto di plastica” conseguenza del progettare un ambiente completamente isolato termicamente.
  5. Materiali naturali e riciclati: intonaci, tinteggiature, rivestimenti e pavimentazioni.
  6. Impianti tecnologici: capaci di utilizzare in maniera efficaci le fonti energetiche non rinnovabili, perché purtroppo, in un appartamento, non è possibile utilizzare le fonti rinnovabili come il sole o il vento. Sì a caldaie a condensazione, elettrodomestici ad alta efficienza energetica, pompe di calore con pavimenti radianti.
  7. Impianto elettrico e domotica: installazione di illuminazione a led e impiantistica elettrica collegata a un impianto domotica che aiuta a ridurre i consumi con una corretta gestione di tutti gli altri impianti presenti nell’appartamento.

 

Mi piace concludere questo articolo con una parola: “responsabilità”

Responsabilità verso la natura e le sue risorse.

Responsabilità verso i clienti per garantire loro il migliore servizio.

Responsabilità verso la società, perché la mia idea di progettazione vuole rispettare l’ambiente.

Responsabilità verso il singolo individuo, con l’obiettivo di “regalargli” una casa su misura sicura e salubre.

 

 

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CHI SONO

Manuela Carpaneto Architetto

 

Sono Manuela, Architetto e Professional Organizer

ti aiuto a disegnare te stesso, attraverso lo spazio e lo stile di vita con cui lo progetti.

Con il mio lavoro ti sostengo nell'affrontare i cambiamenti: progetto, organizzo, semplifico.

Ti aiuto a sconfiggere la confusione invece di crearne nuov, curo ogni minimo dettaglio.

Condivido non solo competenze teoriche, ma tutto ciò che ha migliorato concretamente la mia vita.

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