Spunti di cambiamento

Perché sono diventata un architetto professional organizer

Ti è mai capitato di perdere le chiavi di casa? A me non era mai successo e quando mi è capitato  l’ho considerato un segnale! Forse un segnale banale, ma che mi ha fatto capire che dovevo fermarmi.

Cinque anni fa, mentre progettare la mia vita, all’improvviso un amaro imprevisto ha bussato alla mia porta.

I primi tempi presa tra mille impegni, ero sempre attanagliata dalla paura di non farcela, di dimenticarmi qualcosa: troppo impegni, troppo difficili, che mi portavano via troppo tempo: tutto era troppo! Un sacco di cose di cui occuparmi e da sistemare.

Un giorno mi sono detta: «Ho urgenza di dover affrontare tutto questo, cosa può aiutarmi? » L’urgenza da affrontare era talmente necessaria che sono stata costretta a attuare un cambiamento che migliorasse la mia vita.

Così a un certo punto l’organizzazione è diventata la mia bussola. Forse era una dote che avevo già e che mi aveva portato tra le altre cose a decidere di fare l’architetto.

Ho frequentato, il corso professionale a Milano tenuto da "Organizzare Italia Srl " per diventare un professionista dell’organizzazione personale, il Professional Organizer (P.O.). clicca qui

Da subito ho iniziato a mettere in campo su me stessa metodi pratici e di pianificazione.

Mi ricordo che la prima cosa che ho fatto, è stata quella di ri-organizzare il mio spazio di lavoro.

Ho comprato una nuova libreria e un bel pò di cartelline e raccoglitori e incominciato a dividere tutte le carte informi che avevo posato a montagna sulla scrivania affianco a me.

C’è voluto un pò di tempo, ma ne è valsa veramente la pena.

Sono riuscita così a liberare il tavolo che tanto mi turbava. Ogni volta che giravo la testa verso quel tavolo mi frullava nella mente il troppo.

E, come si dice, per mettere la ciliegina sulla torta, ho cucito una tenda su misura per coprire cosa stava dietro!

Ho sentito immediatamente un senso di sollievo.

Inizialmente, sono sincera, mi sembrava una mossa troppo insignificante per migliorare la mia situazione;  e invece vi dirò che anche un piccolo cambiamento come questo funziona davvero.

Mi sono poi accorta, che anche i miei clienti avevano l’esigenza di coniugare il lato progettuale con quello organizzativo.

E ho deciso così di dare priorità e valorizzare al massimo nella mia professione quei servizi che solo come semplice architetto non avrei potuto dare alle persone.

Per me l’organizzazione deve essere funzionale e flessibile a ciò che interessa e che fa sentire sereni e soddisfatti.

Per spiegarmi meglio:

io, ad esempio, non sono una persona particolarmente ordinata, ma lo sono nel momento in cui il disordine mi fa perdere tempo per le mie priorità.

Avere una camera da letto non perfetta ed ordinata, ma riuscire ad andare un'ora in piscina mi fa sentire felice.

Concludendo...

Cosa significa per me essere un architetto P.O.?

Aiutare le persone a migliorare quello che devono per forza affrontare o che vogliono cambiare nella loro vita attuale, ottimizzando le loro risorse personali in rapporto allo spazio, al tempo e alle energie mentali.

Potresti essere convinto di avere un «problema» con il tempo e invece è solo questione di spazio, o viceversa!

Vuoi saperne di più su come lavoro?  Consulta il mio sito e iscriviti alla mia newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.